Prevenzione

Prevenire

Posted at 20 aprile 2012 | By : | Categories : Prevenzione | 0 Comment

 

L’ambiente “montagna”, come ogni ambiente particolare che ci circonda, presenta dei pericoli oggettivi che in parte esistono sempre: infatti il rischio nel frequentare la montagna in ogni suo aspetto non può mai essere considerato zero. Quello che si può e si deve fare, attraverso un’attenta pianificazione della nostra gita, è cercare di ridurre il rischio basale il più possibile. Esistono poi dei pericoli soggettivi su cui il singolo gitante può e deve agire! Perché prevenire è meglio che curare…Eccone alcuni:

  • Errore o rifiuto di pensare o agire
  • Parziale mancanza di capacità
  • Sopravvalutazione di sé
  • Leggerezza
  • Sbagliata pianificazione dell’escursione
  • Scelta sbagliata della strada
  • Forma fisica e/o equipaggiamento inadeguati
  • Pressione del gruppo

Negli ultimi anni sempre più persone frequentano la montagna. Una parte si approccia a questo “mondo nuovo” in modo responsabile, anche attraverso corsi CAI o simili. Un’altra parte purtroppo la “usa” senza conoscere regole e costumi. Dalle statistiche d’intervento del Soccorso Alpino risulta evidente come ogni anno la maggior parte delle persone soccorse (anche in incidenti gravi) siano escursionisti, cercatori di funghi, frequentatori occasionali.

  • Ulrich Aufmuth individua alcune delle motivazioni che spingono ad “andar per monti”
  • Senso del rendimento
  • Autodeterminazione, individualità
  • Dinamica di gruppo, legami sociali
  • Avventura, libertà, esperienza nella natura
  • Riduzione di aggressività, compensazione allo stress del lavoro
  • Azione compensativa di determinati deficit nella vita quotidiana e lavorativa
  • Coinvolgimento di corpo, spirito e anima (esperienza di Flow)
  • Esperienza di sé, chiarificazione della propria identità
  • Aumento della considerazione di sé (in parte, compensazione di altre debolezze)
  • Dominio della paura, “conferma di esser vivi”, esperienza limite per la vita
  • Passione (in parte maniacale)

Probabilmente possono predisporre all’evento avverso il bisogno di compensare insicurezze, frustrazioni, la ricerca esasperata del proprio limite…

Come ogni ambiente cui ci avviciniamo, dobbiamo imparare a conoscerlo e rispettarlo. Fra le “misure anti-infortunio” generali ci sono…

  • Preparazione teorica finalizzata al tipo di escursione, anche attraverso corsi specifici
  • Indumenti ed equipaggiamento di sicurezza adeguati
  • Protezione solare, occhiali con filtro UV adeguato
  • Alimentazione ed idratazione adeguate
  • Equipaggiamento di emergenza: telo termico, farmacia, lampada frontale, cellulare,…
  • Allenamento regolare di tecnica, tattica, forza, resistenza psicofisica
  • Saper adattare la mèta alla propria abilità e alle capacità del partecipante più debole
  • Selezionare i compagni anche in base alle loro capacità ed esperienze
  • Pianificare l’escursione
  • Essere pronti a cambiare la mèta originale in funzione delle valutazioni ambientali alla partenza, eventualmente differire la partenza; comunicare a chi resta a casa dove andiamo
  • Avere il coraggio di tornare indietro
  • In discesa, fare particolare attenzione

Pianificare l’escursione, scelta la méta, comprende tra l’altro:

  • studiare eventuali relazioni tecniche disponibili
  • valutare l’adeguatezza delle meta in funzione del periodo dell’anno e delle condizioni eventuali di innevamento
  • considerare bene il gruppo di persone con cui si intende effettuare l’uscita
  • studiare la cartografia e possibilmente calcolare le principali rotte a tavolino, con la bussola, per non farsi cogliere impreparati in caso di visibilità ridotta
  • valutare i dislivelli anche parziali
  • calcolare i tempi di percorrenza coi parziali, considerando le soste (almeno ogni 30 – 45 min andrebbero assunti liquidi, e ogni 2 ore andrebbe eseguito uno spuntino “energetico”)
  • valutare i siti migliori per effettuare le soste, eventuali punti di appoggio (bivacchi, casere, rifugi,…)
  • considerare possibili vie di fuga in caso di maltempo
  • studiare bene il meteo anche nei giorni precedenti la data dell’uscita, controllando che non siano sopraggiunte modificazioni pericolose del terreno (abbondanti nevicate inaspettate,…)
  • non far segreto dell’uscita prevista (altrimenti qualcuno dovesse venire a cercarci, perderebbe tempo potenzialmente prezioso)
  • se intendiamo accompagnare persone neofite, bambini, anziani, è mandatorio provare il percorso in anticipo mantenendo un’andatura adeguata ai nostri futuri compagni di gita

Molto utile può risultare conoscere la principali manovre di primo soccorso, ovvero l’aiuto che si dà immediatamente ai feriti o a chi si sente improvvisamente male, prima che intervenga un esperto (medico o infermiere) o che arrivi il soccorso organizzato; le finalità che il primo soccorso si pone sono salvare la vita, prevenire il peggioramento del quadro clinico, aiutare la ripresa dell’infortunato.

Infine, ricorda:

  • un alpinista che svolga un esercizio adeguato ed appropriato, che mangi e beva regolarmente, che scelga il corretto approccio tattico in modo da non “surriscaldare” il proprio “motore” può arrampicare o camminare per ore senza accusare fatica prematura o addirittura sfinimento
  • un’insufficiente allenamento ed una condizione (psico)fisica non ottimali non possono essere compensati da integratori alimentari specializzati per sportivi
  • durante l’uscita in ambiente, non mangiare e bere per soddisfare fame e sete bensì per mantenere la performance!
  • la disidratazione è uno dei fattori favorenti e precipitanti lo sfinimento, il congelamento, l’edema polmonare d’alta quota, …

LA STAZIONE DI TRIESTE DEL CNSAS TI AUGURA BUONE GITE, CONFIDANDO CHE TU POSSA VIVERE E CONDIVIDERE QUELLE EMOZIONI UNICHE CHE LA MONTAGNA REGALA. SUI NOSTRI SENTIERI E SULLE NOSTRE PARETI, SIAMO PRONTI A TENDERTI UNA MANO FORTE E SICURA.

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